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Trapianto autologo in 1° remissione nei NHL aggressivi: in quali pazienti?

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Il trapianto autologo di cellule staminali (ABMT) ha dimostrato da lungo tempo di essere in grado di migliorare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) dei pazienti con linfoma non-Hodgkin (NHL) aggressivo quando eseguito in seconda remissione. Le evidenze circa l’efficacia di questa procedura dopo trattamento di prima linea sono state invece più contrastanti, così come la definizione dei sottogruppi di pazienti che maggiormente ne potevano beneficiare. I risultati di uno studio randomizzato (Stiff PJ et al. N Engl J Med 2013;369:1681-90) condotto su 253 pazienti con NHL aggressivo a rischio IPI intermedio-elevato o elevato riportano ora che l’esecuzione di un ABMT in prima remissione allunga significativamente la PFS, ma non la OS, dei pazienti rispondenti a 5 cicli di CHOP o R-CHOP.

Sul totale dei pazienti randomizzati (125 nel braccio trapianto e 128 nel gruppo di controllo, consolidati con 3 cicli addizionali di chemioterapia), i tassi di PFS sono stati significativamente migliori nel braccio ABMT (69% verso 55%; hazard ratio: 1,72; 95% CI: 1,18 – 2,51; p = 0,005). Tuttavia, la OS a 2 anni era sovrapponibile nei due gruppi di trattamento (74% nel gruppo trapianto verso 71% nel gruppo di controllo (hazard ratio: 1,26; 95% CI: 0,82 – 1,94; p = 0,30). La spiegazione di questa discrepanza va probabilmente cercata nel fatto che il 29% dei pazienti recidivati o in progressione dopo consolidamento standard hanno mostrato una sopravvivenza libera da malattia a lungo termine dopo terapia di salvataggio, che ha spesso incluso procedure trapiantologiche, così che l’esecuzione del trapianto in prima linea o alla recidiva finiva per produrre tassi di sopravvivenza praticamente equivalenti.

Al contrario, nel sottogruppo di pazienti ad alto rischio (n = 88), sia la PFS e sia la OS sono state significativamente superiori nel braccio sottoposto ad ABMT (75% verso 41%; p = 0,001 e 82% verso 64%; p = 0,01, rispettivamente). Gli autori dello studio, a questo riguardo, concludono che «l’esecuzione precoce di un trapianto autologo appare apportare un beneficio per il sottogruppo di pazienti con NHL aggressivo ad alto rischio».

 

Fonte: New England Journal of Medicine

PubMed link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24171516

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