Sopravvivenza a lungo termine in pazienti con LAM >70 anni dopo chemioterapia intensiva o agenti ipometilanti: dati dai registri Europei

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Questo studio riporta dati derivati da una analisi retrospettiva di 3 grossi registri, francese (DATAML), tedesco (SAL) e spagnolo (PETHEMA), riguardanti pazienti di età superiore ai 70 anni con leucemia acuta mieloide (LAM) e trattati, in prima linea, con chemioterapia intensiva (IC) o con agenti demetilanti (HMA), in assenza di criteri di scelta predefiniti della specifica opzione terapeutica.

Essendo uno studio osservazionale, retrospettivo, di casistica, ha numerose e ovvie limitazioni che rendono poco consistente il tentativo di comparazione dell’efficacia e dell’outcome dei 2 trattamenti (intensivo verso non-intensivo), nonostante l’accurato disegno statistico. Infatti, il gruppo trattato con HMA è costituito da pazienti piú anziani, con una percentuale di blasti periferici e midollari significativamente piú bassa, con un profilo citogenetico avverso piú frequente e con un performance status ECOG piú frequentemente superiore a 1 (Tabella I).

 

Tabella I: Caratteristiche dei 2272 pazienti secondo trattamento

 

Il lavoro è comunque molto interessante per le seguenti ragioni:

1) Si tratta di casistiche di real-life numericamente molto importanti. Infatti ben 1199 casi sono stati trattati con IC (52,8%) e altri 1073 con HMA (47,2%).

2) La casistica si riferisce a pazienti, di eta’ > 70 anni, trattati nel periodo 2007-2018, intervallo temporale in cui non erano ancora entrati nella pratica clinica né i nuovi approcci intensivi combinati con farmaci target (FLT3 inibitori + IC, mylotarg + IC, CPX 351) né l’associazione HMA + venetoclax.

3) I dati di risposta e di sopravvivenza riportati in questo studio rappresentano un importante punto di riferimento recente, con cui, nei prossimi anni, potremo confrontare gli outcome dei nuovi trattamenti di combinazione sia intensivi che non intensivi (FLT3 inibitori + IC, mylotarg + IC, CPX 351, associazione HMA + venetoclax o altri farmaci) effettuati in pazienti anziani (over 70).

I principali regimi di IC utilizzati in questa casistica erano: daunorubicina+cytarabina (36%), idarubicina+cytarabina (32%), o idarubicina+cytarabina+lomustina (12%). I pazienti trattati con HMA non avevano ricevuto associazione con il venetoclax. In sintesi, in questa analisi una remissione completa (RC) é stata documentata nel 56% dei pazienti trattati con IC e nel 19,7% di quelli trattati con HMA (p<0,001). La mortalità entro il 60° giorno è risultata del 20% nei pazienti IC e del 18% nel gruppo HMA (p=ns). L’analisi documenta una superiorità, in termini di OS e RFS, della IC rispetto agli HMA come si evince chiaramente dalle Figura I (A e B); questo dato si conferma anche in una propensity score analysis di 2 sottogruppi bilanciati per caratteristiche basali (Figura II, A e B).

 

Figura I: Survival in base al tipo di trattamento (IC=chemioterapia intensiva o HMA= agenti demetilanti). A. Overall survival (OS) in base al trattamento (mediana OS: 10,9 mesi, 95% CI: 9,7–11,6 con IC vs 9,2 mesi, 95% CI: 8,3–10,2 con HMAs). B. Relapse-free survival  (RFS) in base al trattamento (mediana RFS: 11,5 mesi, 95% CI: 10,5–12,7 con IC vs 11,0 mesi, 95% CI: 9,7–12,9 con HMAs).

 

Figura II: Survival in base al tipo di trattamento (IC=chemioterapia intensiva o HMA= agenti demetilanti)- Propensity score analysis in 2  sottogruppi bilanciati per caratteristiche basali. A. OS in base al trattamento in 532 pazienti in IC confrontati con 532 pazienti trattati con HMA (mediana OS: 10,5 mesi, 95% CI: 8,8–12,2 con IC vs 9,6 mesi, 95% CI: 8,5–11 con HMAs). B. RFS in base al trattamento (mediana RFS: 11,9 mesi, 95% CI: 10,3–14,5 con IC e 10,0 mesi, 95% CI: 8,4–12,9 con HMAs).

 

In particolare, per i pazienti anziani (over 70) trattati con IC questo lavoro documenta una OS globale mediana di 11 mesi e una mediana di  RFS di 11,5 mesi. La probabilità di OS a 3 anni è del 40,6% per la IC e del 12,4% per gli HMA (p<0,0001). La long-term OS (oltre i 3 anni) è associata ad un maggiore raggiungimento di RC con la IC.

Si sottolinea, inoltre, che l’effetto del tipo di trattamento (IC o HMA) sull’OS è risultato tempo-dipendente. Infatti, i pazienti trattati con HMA hanno un rischio di morte significativamente piu’ basso, rispetto alla IC, nei primi 45 giorni, il rischio di morte non differisce dal 46° giorno al 4 mese, infine, dopo il 4 mese, i pazienti trattati con IC hanno un significativo guadagno in termini di OS.

In sintesi i dati riportati in questo lavoro rappresentano un importante riferimento storico recente sulla efficacia della IC nei soggetti con LAM (oltre 1100 casi trattati) di età superiori a 70 anni con cui confrontare l’effetto dei nuovi schemi di terapia non intensiva o intensiva in soggetti anziani. Questi dati dimostrano che la IC è fattibile anche in una parte dei pazienti anziani e rappresenta per questi una valida opzione terapeutica.

 

Fonte:

Récher C, Röllig C, Bérard E, et al. Long-term survival after intensive chemotherapy or hypomethylating agents in AML patients aged 70 years and older: a large patient data set study from European registries. Leukemia. 2021 Nov 13. Epub ahead of print.

A cura di:

Clinica Ematologica, Azienda Sanitaria-Universitaria Friuli Centrale (ASUFC), Udine

Divisione di Ematologia, Ospedale Cardarelli, Napoli

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