Sirolimus post-HCT reduce la GVHD ma non migliora la sopravvivenza nella LAL pediatrica

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L’aggiunta di sirolimus alla combinazione tacrolimus/methotrexate per la profilassi della graft-versus-host-disease (GVHD) riduce l’incidenza di GVHD acuta, ma non aumenta la sopravvivenza nei pazienti pediatrici con leucemia acuta linfoide (LAL) sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali (HCT). Queste le conclusioni di uno studio randomizzato di fase 3 (Pulsipher MA et al. Blood, 2014;123:2017-2025) condotto dal Children’s Oncology Group (COG) e dal Pediatric Blood and Marrow Transplant Consortium (PBMTC). L’attività anti-LAL mostrata dall’inibitore orale di mTOR sirolimus in modelli animali e l’efficacia nella prevenzione della GVHD acuta ha fatto ipotizzare che l’aggiunta di sirolimus alla profilassi anti-GVHD potesse risultare in una riduzione dei tassi di recidiva dopo HCT nei bambini (da 1 a 21 anni) con LAL trattati con total-body irradiation (TBI).

Lo studio ha arruolato un totale di 146 pazienti, randomizzati a ricevere una profilassi anti-GVHD standard (tacrolimus+methotrexate) o con l’aggiunta di sirolimus (tacrolimus+methotrexate+sirolimus). I pazienti nel braccio sirolimus hanno mostrato una ridotta incidenza di aGVHD di grado 2-4 (18% vs 31; p = 0,04), ma non di grado 3-4 (10% vs 13%; p = 0,28). Inoltre, i tassi di VOD (veno-occlusive disease) e TMA (microangiopatia) sono stati maggiori nel braccio sirolimus (21% vs 9%, p = 0,05 e 10% vs 1%, p = 0,06, rispettivamente). A 2 anni, la sopravvivenza libera da eventi (EFS) e la sopravvivenza globale (OS)non  sono risultate significativamente differenti nei gruppi everolimus e standard (46% vs 56%, p = 0,28 e 55% vs 65%, p = 0,23, rispettivamente).

«Questi risultati non sostengono l’adozione della profilassi anti-GVHD con sirolimus come nuovo standard, almeno non in combinazione con methotrexate e un inibitore della calcineurina», scrivono gli autori dello studio. «I tassi di TMA e VOD sono stati infatti superiori nei pazienti riceventi sirolimus, fra i quali circa un terzo (32%) hanno richiesto modifiche del dosaggio per tossicità eccessiva. Infine, sebbene l’aggiunta di sirolimus si sia dimostrata in grado di ridurre l’incidenza delle forme lievi di GVHD acuta, i minori tassi di recidiva e la più lunga EFS osservati nei pazienti con GVHD acuta di grado 1-3 suggeriscono che la riduzione di queste forme lievi/moderate di GVHD potrebbe non aver avuto effetti positivi».

 

Fonte: Blood

PubMed link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24497539

 

 

 

 

 

Redazione Ematologia in progress
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