Sono stati recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati dello studio multicentrico di fase 1b-2 FELIX che utilizza il prodotto CAR-T ad affinità intermedia obecabtagene autoleucel (obe-cel) in pazienti adulti (≥18 anni) affetti da leucemia acuta linfoblastica B (LAL-B) recidivati/refrattari (R/R). La coorte principale era rappresentata da pazienti con malattia morfologica, mentre un’altra coorte conteneva pazienti MRD+. Complessivamente, sono stati arruolati 153 pazienti e le cellule CAR-T sono state rilasciate con successo per 146 (95,4%); 127 pazienti (83,0%) hanno ricevuto almeno un’infusione di obe-cel: di questi, 120/127 (94,5%) hanno ricevuto entrambe le dosi previste. L’età mediana era di 47 anni (20-81) e i pazienti avevano ricevuto una mediana di 2 precedenti linee di terapia (2-6); il 52,0% era refrattario all’ultimo trattamento. Il 41,7% dei pazienti aveva precedentemente ricevuto blinatumomab, il 31,5% inotuzumab ozogamicin ed il 16,5% entrambi. Cinquantasei pazienti (44,1%) erano stati sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali; 36 pazienti (28,3%) avevano una LAL Ph+. Una terapia bridge è stata somministrata a 118 pazienti (92,9%). Ventisette pazienti (21,3%) avevano una malattia extramidollare. L’incidenza complessiva di remissione tra i pazienti che hanno ricevuto almeno un’infusione è stata del 77%; il 55% ha avuto una remissione completa ed il 21% una remissione completa con recupero ematologico incompleto. La durata mediana della risposta è stata di 14,1 mesi e la sopravvivenza mediana libera da eventi (EFS) di 9,0 mesi. Sessantadue dei 68 pazienti responsivi avevano dati MRD disponibili e 58 (94%) erano MRD- dopo l’infusione di obe-cel. Risposte migliori in termini di remissione di malattia e di MRD si sono osservate in pazienti con una infiltrazione midollare più bassa senza malattia extramidollare. La sopravvivenza globale (OS) mediana tra i pazienti che hanno ricevuto almeno una infusione è stata di 15,6 mesi e la OS stimata a 6 e 12 mesi è dell’80,3% e del 61,1%. Diciotto pazienti sono stati sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali mentre erano in remissione. Per 6 pazienti (33%) si è trattato di un secondo trapianto. Una sindrome da rilascio di citochine (CRS) si è osservata in 87/127 pazienti (68,5%), con eventi di grado ≥3 solo in 3 pazienti (2,4%). Tocilizumab è stato somministrato a 66 pazienti (52,0%). Una tossicità neurologica (ICANS) si è sviluppata in 29/127 pazienti (22,8%), con eventi di grado ≥3 osservati in 9 pazienti (7,1%). Il tempo mediano dall’infusione al recupero dei neutrofili e delle piastrine è stato di 21 giorni. Nei 60 giorni successivi all’infusione di obe-cel, la neutropenia febbrile si è verificata in 31/127 pazienti (24,4%), con 5 decessi per infezioni. Venti pazienti (15,7%) sono stati ricoverati in terapia intensiva.
I tassi di risposta del 77% e i tassi di sopravvivenza stimati sono in linea con studi precedenti che utilizzavano altri prodotti CAR-T in pazienti con LAL-B R/R. A differenza di altre CAR-T, obe-cel è stato associato ad una incidenza molto bassa di effetti immunotossici di grado ≥3. Ciò sottolinea la gestibilità di questo prodotto CAR-T, suddiviso in due somministrazioni, e suggerisce che obe-cel può essere somministrato in modo sicuro in ambito ambulatoriale in pazienti con un basso carico leucemico del midollo.
Questo studio conferma ulteriormente il potenziale ruolo delle cellule CAR-T nei pazienti con LLA-B R/R, in particolare con bassa-intermedia infiltrazione midollare. Il basso profilo di tossicità e la possibilità di somministrare questo prodotto in regime ambulatoriale rappresentano un importante passo avanti verso un più ampio utilizzo delle cellule CAR-T nella LAL-B, riducendo i costi di ospedalizzazione, di gestione degli effetti collaterali gravi e di ricovero in terapia intensiva.Sulla base dei risultati dello studio FELIX1, l’8 novembre 2024 la FDA ha approvato obe-cel per il trattamento di pazienti adulti affetti da LAL-B R/R.Questi risultati sottolineano ulteriormente il ruolo dell’immunoterapia nella gestione della LAL-B. Per apprezzare appieno l’impatto delle cellule CAR-T, sarà necessario studiarne l’uso in 1° linea. In questo setting, l’impatto delle cellule CAR-T nella gestione in 1° linea dei pazienti con LAL-B dovrà essere confrontato con i risultati ottenuti in 1° linea con l’anticorpo monoclonale bispecifico blinatumomab nelle LAL Ph+ e Ph- (Foà R et al, 2024; Bassan R et al, in press), tenendo conto anche della più semplice somministrazione di blinatumomab rispetto alle cellule CAR-T.Ulteriori informazioni su questo lavoro possono essere trovate su MED (Foà R et al, in press).
Fonte:
Roddie C, Sandhu KS, Tholouli E, et al. Obecabtagene Autoleucel in Adults with B-Cell Acute Lymphoblastic Leukemia. N Engl J Med. 2024;391:2219-2230. doi: 10.1056/NEJMoa2406526. Epub 2024 Nov 27. PMID: 39602653.
Bibliografia
- Foà R, Bassan R, Elia L, et al. Long-Term Results of the Dasatinib-Blinatumomab Protocol for Adult Philadelphia-Positive ALL. J Clin Oncol. 2024;42:881-885.
- Bassan R, Chiaretti S, Della Starza I, et al. Upfront Blinatumomab Improves MRD Clearance and Outcome in Adult Ph- B-lineage ALL. The GIMEMA LAL2317 Phase 2 Study. Blood, in press.
- Foà R. Always more immunotherapy in the management of B-lineage acute lymphoblastic leukemia. MED 6; February 14, in press.