Referto strumentale Siemens ADVIA-2120

A cura di:

Professore Associato in Ematologia, Università Cattolica del Sacro Cuore. Direttore UOC Emotrasfusione, Direttore Banca Cordone Ombelicale UNICATT, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – Roma

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La tecnologia Siemens ADVIA rappresenta lo sviluppo più recente e il perfezionamento della citochimica automatizzata a flusso introdotta nel 1975. Il sistema è composto da quattro canali analitici, dedicati rispettivamente al dosaggio dell’emoglobina, alle misurazioni relative ai globuli rossi e alle piastrine, alla conta e alla differenziazione dei globuli bianchi dopo colorazione citochimica per la mieloperossidasi e alla conta dei basofili con misurazione della densità nucleare dei nuclei degli altri leucociti. In ogni canale le cellule vengono sottoposte all’azione di reagenti che le preparano in modo ottimale per l’analisi, che viene effettuata mediante rilevazione delle modificazioni che l’impatto con ogni singola cellula produce in un raggio di luce incidente. I risultati dell’analisi vengono elaborati con l’ausilio di complessi algoritmi che classificano i segnali ottenuti e li traducono sotto forma di numeri e di distribuzioni cellulari nei relativi istogrammi e citogrammi. Il canale della perossidasi, in particolare, è utilizzato per ottenere il conteggio totale dei globuli bianchi e la conta differenziale di tutti i leucociti ad eccezione dei basofili, che sono qui inclusi nella categoria dei linfociti. Oltre alle quattro classi di cellule normali suddette, dal canale della perossidasi viene ricavata la percentuale delle cellule perossidasi negative di grandi dimensioni, o LUC, corrispondenti, se superiori ad un valore soglia del 4%, a leucociti atipici che devono essere caratterizzati al microscopio, anche in funzione della positività o meno dell’allarme Blasti. L’indice MPXI fornisce inoltre una valutazione dell’attività perossidasica media della popolazione dei neutrofili di ogni singolo campione. Il canale dei basofili e della densità nucleare utilizza il sistema ottico di rilevazione a luce laser. Il trattamento preliminare del campione nella camera di reazione causa lisi dei globuli rossi e delle membrane citoplasmatiche dei leucociti, che perdono il citoplasma e il suo contenuto. I basofili sono resistenti all’azione del reagente e possono essere identificati in virtù delle loro conservate dimensioni; i nuclei degli altri leucociti si raccolgono più in basso, formando due raggruppamenti in continuità l’uno con l’altro, cellule mononucleate (MN) e cellule polimorfonucleate (PMN). Il rapporto tra le mode di PMN e MN viene espresso e riportato come indice di lobularità o LI, che fornisce un’indicazione del grado di segmentazione nucleare dei neutrofili e l’allarme di Deviazione a Sinistra della formula nucleare. Le cellule blastiche hanno una struttura cromatinica poco addensata: questa caratteristica determina un basso segnale di diffusione ad angolo maggiore e si traduce nella localizzazione dei nuclei immaturi nella porzione prossimale sinistra della testa delle cellule MN. Il sistema confronta per ogni campione la somma neutrofili+eosinofili del canale della perossidasi con la percentuale PMN del canale dei basofili: una discrepanza superiore a 7,5% determina la comparsa dell’allarme per i granulociti immaturi (IG).

Il canale dei globuli rossi e delle piastrine utilizza lo stesso sistema ottico a luce laser con doppio angolo di rilevazione: ogni cellula viene quindi caratterizzata da un duplice segnale, da cui viene ricavato il volume eritrocitario medio (MCV) e la concentrazione emoglobinica media direttamente misurata (CHCM), che viene confrontata per controllo con il valore di MCHC calcolato come di solito quale rapporto tra emoglobina ed ematocrito. Lo stesso metodo viene applicato per l’analisi dei reticolociti, utilizzando un colorante specifico, la oxazina 750. L’insieme delle misurazioni, inoltre, viene rappresentato graficamente sotto forma di istogrammi e di un citogramma bidimensionale, che riporta sulle ordinate il volume e sulle ascisse la concentrazione emoglobinica, consentendo di fornire le percentuali dei globuli rossi microcitici (MCV < 60 fL) e ipocromici (CHCM < 28 g/dL), e analoghi parametri riguardanti la maturità dei reticolociti e i loro parametri di volume (MCVr) e contenuto emoglobinico (CHr). Per le piastrine viene costruito un citogramma bidimensionale che raccoglie i segnali di scatter ai due diversi angoli ottenuti da cellule con volume tra 0 e 30 fL, consentendo di distinguere le piastrine di normali dimensioni dalle grandi piastrine, dai globuli rossi microcitici, dai frammenti e dagli stromi eritrocitari.
Infine, l’integrazione di segnali provenienti da differenti canali analitici, consente la individuazione e il conteggio di eritroblasti eventualmente in circolo.

 

Gina Zini
Gina Zini
Professore Associato in Ematologia, Università Cattolica del Sacro Cuore. Direttore UOC Emotrasfusione, Direttore Banca Cordone Ombelicale UNICATT, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – Roma
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