Lo studio ENHANCE-3: venetoclax e azacitidina piú magrolimab o placebo per i pazienti con AML di nuova diagnosi non eleggibili per un trattamento intensivo
L’aggiunta di magrolimab a venetoclax e azacitidina non ha migliorato la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con leucemia mieloide acuta (AML) di nuova diagnosi giudicati non idonei a ricevere chemioterapia intensiva.
Lo studio evidenzia le difficoltà nel migliorare l’outcome in questo setting di pazienti e può contribuire allo sviluppo di future terapie anti-CD47.
Lo standard of care per i pazienti con AML non idonei a ricevere a chemioterapia intensiva (IC) è oggi rappresentato dalla combinazione di venetoclax e agenti ipometilanti. Lo studio di fase 3 ENHANCE-3 mirava a determinare se magrolimab. un anticorpo monoclonale anti CD47 (molecola presente su cellule di varie neoplasie e in grado di inibire la fagocitosi, vedi Figura I) fosse superiore al placebo (braccio di controllo) quando combinato con venetoclax e azacitidina.
Figura I: Meccanismo d’azione di magrolimab, anticorpo monoclonale anti-CD47
Pazienti adulti con AML non precedentemente trattata e non idonei alla IC sono stati randomizzati a ricevere magrolimab (1 mg/kg nei giorni 1 e 4, 15 mg/kg il giorno 8, 30 mg/kg nei giorni 11 e 15, poi settimanalmente per 5 settimane, poi ogni 2 settimane) o placebo, venetoclax (100 mg il giorno 1, 200 mg il giorno 2 e 400 mg al giorno in seguito) e azacitidina (75 mg/m² nei giorni 1-7) in cicli di 28 giorni. Le caratteristiche dei pazienti sono sintetizzate nella Tabella I. L’endpoint primario era la sopravvivenza globale (OS); i principali endpoint secondari includevano il tasso di remissione completa (CR) e la tossicitá del trattamento.
Tabella I: Caratteristiche dei pazienti
Dopo la randomizzazione di 378 pazienti, lo studio è stato interrotto ad un’analisi ad interim pre-specificata per inutilità. All’analisi finale, con un follow-up mediano di 7,6 mesi (braccio magrolimab) vs 7,4 mesi (braccio di controllo), la sopravvivenza globale mediana è stata di 10,7 vs 14,1 mesi (HR 1,178 [IC 95% 0,848-1,637]), la sopravvivenza libera da eventi (EFS) are simile nei due gruppi (Figure II e III).
Figura II: Sopravvivenza globale (OS)
Figura III. Sopravvivenza libera da eventi (EFS)
Il tasso di risposta completa entro 6 cicli è stato del 41,3% vs 46,0%, come indicato nella Tabella II.
Tabella II: Risposte dopo 6 cicli di trattamento
L’aggiunta di magrolimab a venetoclax e azacitidina ha causato un maggior numero di eventi avversi fatali (19,0% vs 11,4%), principalmente dovuti a infezioni di grado 5 (11,1% vs 6,5%) ed eventi respiratori (2,6% vs 0%) (Tabella III). Si sono osservate incidenze simili di infezioni di qualsiasi grado, neutropenia febbrile e neutropenia tra i 2 bracci di randomizzazione.
Tabella III: Maggior numero di eventi fatali avversi nel braccio magrolimab
Questi risultati evidenziano la difficoltà nel migliorare gli esiti nei pazienti con AML non eleggibili per chemioterapia intensiva.