Divisione di Ematologia, Ospedale Cardarelli, Napoli
Sono stati presentati all’ASH 2025, durante la Sessione Plenaria, i risultati del trial Paradigm, uno studio randomizzato di fase 2 che ha confrontato la combinazione venetoclax /azacitidina (VENAZA) vs. chemioterapia convenzionale (3 +7 o CPX351) nella leucemia mieloide acuta (LAM) a rischio intermedio-alto in pazienti fit per la chemioterapia intensiva (CI). Lo schema del trial è mostrato nella Figura I. Erano esclusi i pazienti con CBF-LAM, con leucemia acuta promielocitica, con LAM FLT3 positiva (sia TKD che ITD) e con NPM1+FLT3- se di età inferiore a 60 anni.
L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da eventi (EFS), gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza globale (OS), la risposta, la MRD negatività, i costi e la qualità di vita (Figura II).
Lo screening ha incluso 427 pazienti in nove istituzioni accademiche statunitensi, dei quali 172 sono stati randomizzati. Le caratteristiche delle due popolazioni di LAM vengono illustrate nelle Figure III e IV: non vi erano differenze di età, ma nel braccio CI era maggiore il numero di pazienti ad alto rischio, inclusi quelli con mutazione di TP53 (Figura IV).
Il trial ha raggiunto l’endpoint primario (EFS mediana: 14,6 mesi per VENAZA vs 6,15 mesi per CI; HR = 0,52, dato confermato in analisi multivariata), come mostrato nella Figura V.
Al contrario, non si è registrato alcun vantaggio nella OS (Figura VI), verosimilmente grazie al migliore outcome dei pazienti trattati con VENAZA alla ricaduta (Figura VII).
In termini di risposta non vi è stata differenza nella percentuale di remissioni complete (CR), ma VENAZA ha ottenuto migliori risultati per quanto concerne i tassi di risposta globale (CR-CRh +Cri + MLFS) (Figura VIII).
Inoltre, VENAZA è risultato meglio tollerato, con una minore incidenza di infezioni ed episodi emorragici e assenza di mortalità a 60 giorni vs. 4,7 % della CI (Figure IX e X), ed un maggior numero di pazienti nel braccio VENAZA é stato sottoposto a un trapianto allogenico (Figura XI).
Infine, la terapia con VENAZA ha determinato minore utilizzazione di risorse sanitarie e quindi minori costi (Figura XII), oltre che una migliore accettazione da parte dei pazienti (Figura XIII).
Le conclusioni degli autori sono illustrate nella Figura XIV, dove vengono sintetizzati i risultati principali del trial.
Commento:
Lo studio è di estremo interesse e riflette l’attuale approccio statunitense sempre meno favorevole all’impiego della chemioterapia intensiva anche nei pazienti fit. E’però indispensabile attendere i risultati di altri studi analoghi in corso sia in USA che in Europa anche in pazienti a prognosi favorevole (NPM1+/FLT3-) prima di stabilire un nuovo standard of care nei pazienti giovani adulti con LAM.
Fonte: Fathi Amir et al. Results from paradigm – a phase 2 randomized multi-center study comparing azacitidine and venetoclax to conventional induction chemotherapy for newly diagnosed fit adults with acute myeloid leukemia. Abs. 6. 68th ASH Annual Meeting, December 2025.