Il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (HCT) migliora l’outcome dei pazienti con leucemia mieloide acuta (LAM) con mutazione FLT3-ITD (Internal Tandem Duplication), attualmente classificata nel gruppo di rischio intermedio secondo l’European-Leukemia-Net 2022 (Döhner H et al, 2022). Nella pratica clinica, molti di questi pazienti sono abitualmente trattati con un inibitore di FLT3 dopo HCT, ma ci sono prove limitate a sostegno della reale utilità di questo approccio (Isidori A et al, 2023).
Lo studio randomizzato Morpho (ClinicalTrials.gov: NCT02997202), pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (Levis MJ et al, 2024) è stato condotto allo scopo di dimostrare se un mantenimento post-HCT con l’inibitore di FLT3 gilteritinib, attualmente registrato per i pazienti con LAM FLT3-ITD positiva refrattari o in recidiva, fosse in grado di determinare beneficio clinico in tutti i pazienti con LAM FLT3-ITD positiva o in specifici subset di questi.
Pazienti adulti con leucemia mieloide acuta FLT3-ITD+ in prima remissione completa sottoposti a HCT sono stati randomizzati a ricevere placebo o gilteritinib 120 mg una volta al giorno per 24 mesi dopo HCT. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da recidiva (RFS). Endpoint secondari erano la sopravvivenza globale (OS) e la valutazione dell’effetto della malattia residua minima (MRD) pre e post-HCT su RFS e OS.
Di 620 pazienti screenati, 356 sono stati arruolati nel trial e randomizzati post-HCT a ricevere gilteritinib o placebo (Figura I).
Figura I: Disposizione dei pazienti nello studio
Non vi erano differenze sostanziali nelle due popolazioni di pazienti, come illustrato nella Tabella I.
Tabella I: Caratteristiche dei pazienti al basele (popolazione ITT).
Sebbene la RFS fosse più elevata nel braccio gilteritinib, la differenza non era statisticamente significativa (hazard ratio [HR]: 0,679; p: 0,0518), come indicato nella Figura II, panel A. Non è stata rilevata una differenza significativa neanche per quanto concerne la OS (Figura II, panel B). Risultati simili sono stati riportati per quanto concerne l’incidenza cumulativa di recidive e la mortalità non correlata a recidiva (Figura II, panel C & D).
Figura II: RFS, OS, CIR and nonrelapse mortality nella popolazione totale.
Tuttavia, il 50,5% dei pazienti mostrava una MRD positiva prima o dopo HCT e, in un’analisi di sottogruppi prepianificata, gilteritinib si è rivelato efficace in questa popolazione in termini di RFS e OS (HR: 0,515 [IC al 95%: 0,316-0,838]; p: 0,0065), come indicato nella Figura III, panel A & B. Al contrario, nei pazienti MRD negativi non è stato dimostrato alcun beneficio (HR: 1,213 [95% CI: 0,616 a 2,387]; p: 0,575), Figura III, panel C & D.
Figura III: RFS e OS secondo lo stato MRD.
La terapia con gilteritinib è stata ben tollerata e gli effetti collaterali più rilevanti sono stati esclusivamente ematologici (neutropenia e trombocitopenia), come mostrato nella Tabella II.
Tabella II: Treatment-emergent Eventi Avversi di grado 3 o superiore osservati nel 5% o piú dei pazienti (popolazione SAF).
Gli autori concludono che, sebbene il miglioramento della RFS nella popolazione globale non sia stato statisticamente significativo, la RFS è risultata significativamente migliore per i pazienti con LAM FLT3-ITD+ MRD positivi pre o post-HCT che hanno ricevuto il trattamento con gilteritinib rispetto al placebo. Questo trial è il primo a supportare l’efficacia della terapia post-HCT basata sulla MRD positività pre- o post- HCT in pazienti con LAM e mutazione FLT3-ITD.
Döhner H, Wei AH, Appelbaum FR et al. Diagnosis and management of AML in adults: 2022 recommendations from an international expert panel on behalf of the ELN. 2022;140:1345-1377.
Isidori A, Visani G, Ferrara F. Fms -like tyrosine kinase 3 positive acute myeloid leukemia. Curr Opin Oncol. 2023;35:589-593.