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È utile una terapia post-remissionale intensiva nella LAM degli anziani?

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Nei pazienti con LAM (leucemia acuta mieloide) de novo di età compresa fra i 65 e 70 anni, in remissione completa dopo una chemioterapia di induzione standard, la somministrazione di un trattamento post-remissionale intensivo non sembra apportare benefici apparenti in termini di sopravvivenza. Queste le conclusioni di un’analisi (Itzykson R et al. Haematologica, 2011, 96:837-844 – Link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21459791) condotta sui risultati combinati di due studi randomizzati (Acute Leukemia French Association, ALFA-9801 e -9803) che prevedevano due cicli intensivi di terapia post-remissionale (studio 9801) oppure un ciclo intensivo o sei cicli ambulatoriali (studio 9803).

L’analisi è stata effettuata su un totale di 211 pazienti (76 dallo studio 9801 e 135 dallo studio 9803), con età mediana di 68 anni.  La sopravvivenza globale a 2 anni è risultata identica in entrambi gli studi (32% e 34%, rispettivamente; p = 0,17). Fra i 103 pazienti in remissione completa che hanno ricevuto la terapia post-remissionale pianificata, nessuna differenza in termini di sopravvivenza globale a 2 anni è stata osservata fra il gruppo sottoposto a 2 cicli intensivi, quello ricevente 1 ciclo intensivo e quello trattato con 6 cicli ambulatoriali (41%, 55% e 58%, rispettivamente; p = 0,34). I corrispondenti valori di DFS a 2 anni erano anche sovrapponibili (19%, 30% e 28%, rispettivamente; p=0,37). Nessun vantaggio derivante da una terapia post-remissionale più intensiva era evidenziabile anche nel sottogruppo di pazienti con cariotipo normale o favorevole (n = 97).

«I risultati complessivamente deludenti osservati con le attuali strategie di trattamento intensivo nei pazienti anziani con LAM dovrebbero spingere verso la ricerca di terapia post-remissionali alternative, basate sull’utilizzo di nuovi agenti e/o nuove procedure di trapianto allogenico di cellule staminali, piuttosto che modulare l’intensità della dose delle chemioterapie convenzionali», è il commento conclusivo degli autori della ricerca.

Fonte: Haematologica – link: http://www.haematologica.org/

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