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Dasatinib as first-line treatment for adult patients with Philadelphia chromosome-positive acute lymphoblastic leukemia

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E’ in pubblicazione su Blood (Foà R et al, Bood 2011, settembre 19, epub ahead of print) uno studio del gruppo GIMEMA (protocollo LAL 1205) sul trattamento di prima linea di pazienti adulti (>18anni) con LAL Ph+ con un inibitore di seconda generazione delle tirosinchinasi (TK), il dasatinib. La terapia prevedeva l’utilizzo dell’inibitore per 84 giorni, in associazione con gli steroidi nei primi 32 giorni; il trattamento post-remissionale era libero. Lo studio includeva, inoltre, il monitoraggio della malattia minima residua (MMR) a tempi definiti (gg +22, +45, +54, +85). I risultati hanno documentato la possibilità di ottenere una remissione ematologica completa (RC) nel 100% dei pazienti al giorno + 85; il 92% dei pazienti era già in RC al primo controllo midollare, al giorno +22. Lo studio ha evidenziato che i pazienti che ottenevano una riduzione della MMR (livelli di BCR-ABL) <10-3 al giorno +85 avevano una migliore curva di una sopravvivenza. C’è stata una buona tollerabilità al trattamento, con tossicità limitata e soprattutto nessun decesso in induzione. Considerando l’incidenza delle recidive avvenute dopo la fase di induzione, rimane ora da identificare la miglior terapia di consolidamento post-remissionale. Questo verrà affrontato nel nuovo studio GIMEMA che prevede o un trapianto allogenico o una chemioterapia uniforme per tutti i pazienti dopo l’ottenimento della RC con dasatinib.
In conclusione, questo studio italiano – che ha esteso i risultati ottenuti precedentemente negli anziani con l’imatinib usato come terapia di prima linea sempre dal gruppo GIMEMA – ha dimostrato come, ad oggi, la terapia con dasatinib, più steroidi, è in grado di indurre una RC in virtualmente tutti i pazienti adulti con LAL Ph+, senza limiti di età e senza decessi in induzione. Questi risultati mettono in discussione l’uso combinato di chemioterapia ed inibitori delle TK per l’induzione della RC, alla luce degli effetti collaterali legati alla associazione.
Link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21931113
Fonte: Blood – http://bloodjournal.hematologylibrary.org/

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