Cellule staminali periferiche verso midollari nei trapianti allogenici

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Nei trapianti allogenici non correlati, il tipo di cellule staminali infuse (periferiche verso midollari) non modifica significativamente la sopravvivenza a 2 anni, ma l’utilizzo di cellule staminali periferiche è associato a un miglior tasso di attecchimento e mentre quello di cellule midollari riduce il rischio di GVHD cronica. È quanto emerge da uno studio multicentrico di fase 3 (Anasetti C et al. NEJM, 2012;367:1487-96) condotto su 551 pazienti, randomizzati a ricevere un trapianto allogenico da donatore non correlato di cellule staminali da sangue periferico o da midollo.

Il tasso di sopravvivenza globale a 2 anni è stato sovrapponibile nei due gruppi (51% nel gruppo periferico verso 46% nel gruppo midollo; p = 0,29). L’incidenza di fallimenti del trapianto però è stata superiore nei pazienti riceventi cellule staminali midollari (9% verso 3%; p = 0,002), mentre l’incidenza di GVHD cronica a 2 anni era maggiore nel gruppo periferico (53% verso 41%; p = 0,01). Nessuna differenza fra i due gruppi è stata osservata in termini di GVHD acuta o probabilità di recidiva.

«Questi risultati mostrano che sebbene le due diverse fonti di cellule staminali siano associate con tassi di sopravvivenza simili nel campo dei trapianti non correlati, specifiche caratteristiche dei pazienti possono orientare verso l’utilizzo preferenziale di cellule staminali periferiche o midollari», scrivono gli autori della ricerca. «Le staminali da periferico potrebbero ad esempio essere raccomandate nei pazienti a maggior rischio di mancato attecchimento». Va anche sottolineata l’influenza esercitata dalle preferenze espresse dal donatore: in questo studio, circa il 30% dei donatori non hanno voluto essere randomizzati, preferendo una forma di donazione rispetto all’altra. In conclusione, questi dati possono suggerire la necessità di sviluppare approcci trapiantologici in grado di ridurre il rischio di fallimento del trapianto quando viene utilizzato il midollo (quali la raccolta di cellule ematopoietiche midollari dopo trattamento del donatore con fattori di crescita) o di GVHD cronica quando vengono utilizzate cellule staminali da periferico (ad esempio le immunoglobuline antilinfocitarie).

 

Fonte: The New England Journal of Medicine 

PubMed link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23075175

Redazione Ematologia in progress
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