Professore Ordinario di Ematologia, Università degli Studi di Ferrara
Nitin Jain ha presentato in una comunicazione orale al congresso EHA 2024 (Abs S164) i dati di uno studio di fase 2, condotto all’MD Anderson Cancer Center, relativo alla combinazione pirtobrutinib, venetoclax e obinutuzumab (PVO) nella leucemia linfatica cronica (LLC) non precedentemente trattata.
Quaranta pazienti di età mediana 64 anni, il 75% dei quali aveva un profilo non mutato del gene IGHV e l’8% recava mutazioni di TP53, sono stati arruolati nello studio che prevedeva la somministrazione di pirtobrutinib e obinutuzumab al primo ciclo, seguita dall’aggiunta di venetoclax dal secondo ciclo. La terapia proseguiva per un totale di 13 cicli, con un endpoint primario rappresentato dalla percentuale di pazienti che ottenevano una malattia minima residua non rilevabile (uMRD) dopo il settimo ciclo, con sensibilità della metodica che arrivava al 10-6 mediante NGS clonoSEQ assay.
La percentuale di pazienti con uMRD 10-6 era pari al 79% su sangue periferico e 64% su midollo, con un 92% e 90% di uMRD 10-4 rispettivamente su sangue e midollo.
Dal punto di vista della sicurezza sono stati riportati episodi di neutropenia di grado 3-4 nel 60% dei pazienti, con necessità di somministrazione di G-CSF nel 55% dei casi e 1 caso di fibrillazione atriale di grado 2.
In precedenti studi che combinavano BTKi, venetoclax e obinutuzumab la percentuale di uMRD 10-4 era pari al 92,2% e 77,9% mediante citofluorimetria al mese 15 rispettivamente su sangue e su midollo nello studio GAIA (braccio che combinava ibrutinib, venetoclax e obinutuzumab) (Eichhorst B et al, 2023) e pari all’89% ed 84% mediante citofluorimetria al ciclo 25 rispettivamente su sangue e midollo con la combinazione acalabrutinib, venetoclax e obinutuzumab (Ryan CE et al, 2022).
Questi dati hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica per l’elevatissimo tasso di uMRD 10-6 con la combinazione PVO. Rimane da chiarire quale sarà l’impatto di queste brillanti risposte sulla PFS e quale sarebbe la percentuale di uMRD con la combinazione pirtobrutinib e venetoclax che, omettendo l’infusione di obinutuzumab, renderebbe più pratica la somministrazione della terapia e verosimilmente ridurrebbe l’incidenza di neutropenia severa.
Bibliografia
- Eichhorst B, Niemann CU, Kater AP, et al. First-Line Venetoclax Combinations in Chronic Lymphocytic Leukemia. N Engl J Med. 2023;388:1739-1754.
- Ryan CE, Lampson BL, Tyekucheva S, et al. Updated Results from a Multicenter, Phase 2 Study of Acalabrutinib, Venetoclax, Obinutuzumab (AVO) in a Population of Previously Untreated Patients with CLL Enriched for High-Risk Disease. ASH Meeting 2022. Abs 344. Blood 2022; 140 (Supplement 1): 837–838. doi: https://doi.org/10.1182/blood-2022-168003