Aggiornamento dei dati di PFS e OS dello studio CLL11
7 agosto 2015
Leucemia mieloide acuta: novità dall’EHA 2015
28 agosto 2015

Aggiornamenti dal congresso della European Hematology Association (EHA): Leucemia linfatica cronica

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Focus sui nuovi farmaci inibitori del signaling di prossima immissione in commercio in Italia

Al congresso dell’EHA tenutosi a Vienna dall’11 al 14 giugno 2015 sono stati presentati importanti aggiornamenti sui nuovi farmaci per la cura della leucemia linfatica cronica (LLC), presto disponibili anche in Italia.

1)    Tre anni di esperienza con ibrutinib

I dati presentati da John Byrd nella sessione educazionale, che facevano seguito alla pubblicazione di aprile su Blood (Blood. 2015; 125:2497-506), hanno evidenziato, dopo 3 anni di esperienza con questo inibitore irreversibile della Bruton tirosin chinasi (BTK), un’eccellente sopravvivenza libera da progressione (PFS), pari al 69% a 30 mesi, con un 12% di pazienti che hanno dovuto sospendere definitivamente il trattamento per eventi avversi, indice di una buona tolleranza del farmaco, spesso somministrato a pazienti anziani e in fase avanzata di malattia.
Tra gli eventi avversi più significativi legati a ibrutinib si sono confermati:
–       la fibrillazione atriale di grado 3-4 (vale a dire sintomatica e non completamente controllata dal trattamento medico, o richiedente interventi urgenti) nel 6% dei casi. Questo evento pone il problema della scelta della terapia anticoagulante;
–       gli eventi di sanguinamento, registrati nel 61% dei casi, quasi sempre rappresentati da ecchimosi o petecchie (grado 1-2) e solo nell’8% dei casi di grado più severo;
–       l’ipertensione di grado 3-4 (vale a dire richiedente modificazione della terapia o intervento urgente) nel 20% dei casi, talora ad insorgenza tardiva.

2)    Idelalisib e rituximab

All’EHA si è confermata l’efficacia della combinazione di idelalisib con un anticorpo monoclonale anti-CD20, dopo il report dell’ASH di dicembre 2014, che evidenziava una PFS mediana di 19,4 mesi ottenuta dalla combinazione idelalisib e rituximab nello studio registrativo di fase 3. Infatti, idelalisb e ofatumumab ottenevano una PFS mediana di 16,3 mesi in una popolazione di età mediana di 68 anni, che aveva ricevuto almeno 2 trattamenti precedenti con regimi contenenti fludarabina o bendamustina (mediana 3 trattamenti precedenti) (Robak T et al, abs #598).
Analogamente, Barrientos (abs#210) ha descritto una PFS mediana di 26,1 mesi in 114 pazienti con LLC recidivata/refrattaria trattati con idelalisib associato ad anti-CD20, con o senza bendamustina, oppure con fludarabina o con clorambucile.
La sicurezza della combinazione idelalisib e anti-CD20 è stata rivista su 406 pazienti affetti da LLC o linfoma follicolare da Coutre et al. (abs#588). E’ stato confermato un profilo di sicurezza accettabile con:
–       diarrea o colite di grado 3-4 nel 17% dei casi, insorgente anche tardivamente dopo l’inizio del trattamento;
–       febbre nel 12% dei casi;
–       dispnea nel 5% dei casi, sintomo che pone il problema della diagnosi differenziale con le polmoniti interstiziali su base infiammatoria (4% dei casi), necessitanti pronta diagnosi e trattamento, con sospensione del farmaco nei casi di grado severo.
Questi dati ci consentono di affermare che il ruolo di questi farmaci è oggi centrale nella terapia della LLC recidivata e refrattaria.

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